All’Infernetto cittadini attivi per far rinascere il “Parco della Riserva Verde”, ostaggio da anni della burocrazia

Dov’è il Comune? A questa domanda spesso non sappiamo rispondere. Scoraggiati, nauseati dall’assenza della politica nel nostro quotidiano,  assistiamo, passivi e frustrati, al lento e progressivo degrado, di tante aree pubbliche dalle grandi potenzialità, ma lasciate agonizzare nelle indifferenza delle istituzioni.

11141196_10207839871026875_7307035788652780315_nE’ accaduto negli ultimi dieci anni al Parco della Riserva Verde, comprensorio situato nella zona sud dell’Infernetto: l’area pubblica costruita, come da contratto stipulato con il Comune di Roma, dalla società Verona Srl appartenente al gruppo immobiliare Prim, si presentava nel 2007 come un luogo ridente composto di un vasta area verde alberata con panchine, cestini per i rifiuti, lampioni, un viale con ponti in legno e un piazzale.  Chi ha acquistato casa dalla stessa Verona Srl, lo ha fatto nella consapevolezza di andare ad abitare vicino ad un punto verde di prestigio.

Purtroppo però, come troppo frequentemente accade a Roma, la doccia fredda è arrivata 13015392_10207839867866796_5943181343724656505_ndopo pochi mesi dalla consegna degli immobili e i residenti di Riserva Verde hanno visto trasformarsi un gioiello in una giungla: erba alta, mai tagliata, vandalismo impunito da parte di chi indisturbatamente ha distrutto l’arredo urbano , mura circostanti imbrattate dai writers e, ciliegina sulla torta, lo spegnimento dei lampioni.

Il parco è divenuto terra di nessuno, ostaggio della burocrazia e dell’incuria. Chi ha provato a contattare le istituzioni per sollecitare una presa in carico del problema si è trovato infatti di fronte ad una montagna invalicabile.  “Signora non deve chiamare noi, ma l’ufficio Giardini”, “No, non è noi dell’Ufficio Giardini a cui deve telefonare, ma al Municipio”, “La responsabilità non è di Roma Capitale, ma della Verona” : dall’altra parte della cornetta solo abili rimpalli di responsabilità di fronte ai quale la tentazione era quella di arrendersi o scoraggiarsi.

IMG-20140609-WA0000Qualcuno però ha tenuto duro nella consapevolezza che le cose cambiano solo quando le informazioni cominciano a circolare e ad essere condivise. Così è iniziato il tam tam:  attraverso volantini, incontri sporadici nel quartiere  e la costituzione di un folto gruppo whatsapp si è scoperto che non uno, non due, ma più di cento  nuclei familiari – e forse se ne aggiungeranno molti di più –  erano stufi della situazione e desiderosi di dire basta. Basta ad un parco divenuto luogo degradato e pericoloso: buio, con vetri rotti di bottiglia  sul viale, topi attratti dai cestini di immondizia mai svuotati dall’Ama,  alberi morti e pericolanti, staccionate marcite con lunghi chiodi arrugginiti a vista.

A  dicembre  2015 la volontà dei residenti ha dato vita ad un’ associazione No 20160529_131709Profit denominata “Parco Riserva Verde”,  il cui unico scopo è restituire dignità a questo angolo del quartiere che una volta veniva definito “residenziale”. La neonata organizzazione ha iniziato il suo percorso attraverso l’organizzazione in autofinanziamento di giornate di pulizia e riqualificazione dell’area, a cui ha aggiunto la volontà di accedere alle “carte ufficiali” con l’intento di sbrogliare la matassa burocratica che ha dato luogo a questa situazione iperbolica.

20140604_104247I documenti hanno fatto emergere l’incongruenza: nonostante l’esito positivo di un collaudo del parco fatto nel lontano 2010 da parte di Roma Capitale, non è mai stato ultimato il processo con la presa in carico ufficiale dell’area da parte del Dipartimento del Patrimonio. In soldoni, manca l’ultimo tassello di un mosaico……mancando questo, tutto si è arrestato facendo precipitare la situazione.

Del problema è stato investito il Prefetto Domenico Vulpiani, Commissario del X Municipio, che si è dimostrato disposto ad aiutare l’Associazione a sbrogliare questa fitta matassa: per il momento solo a parole.  Ora si attende una sua risposta.  Se non arriverà, l’Associazione non potrà mai essere riconosciuta ufficialmente per la manutenzione dell’area, per la quale si è proposta in autofinanziamento.20160529_131535

La speranza è che le cose vadano diversamente, altrimenti il parco che oggi ha ricominciato a “vivere” ed a popolarsi di famiglie, bambini, anziani, persone a spasso con animali domestici, rischia di tornare a versare in uno stato di triste ed estremo abbandono.

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