L’esperimento dell’Istituto Carlo Urbani di Ostia

Si chiama “S.O.N Support” ed è un’app scaricabile su smartphone e tablet. L’applicazione è uno strumento per contrastare il fenomeno della vendita on line di droga e per mettere in guarda genitori ed insegnanti ed è stata realizzata e sperimentata nell’Istituto Superiore Carlo Urbani di Ostia, voluta fortemente dalla preside Elisabetta Giustini. “LApp consente di trovare informazioni sulla vendita online di droghe, consigli per la prevenzione, link ai siti delle principali Istituzioni competenti in materia e accedere ad una sezione “Domande e risposte”, per interagire con gli esperti. La posta in gioco è troppo alta: riguarda il benessere dei nostri ragazzi, negli ambienti che frequentano, a casa, a scuola e nei luoghi di svago. Uno di questi luoghi è la rete, piazza privilegiata per l’incontro, lo scambio, lo studio, il gioco; la si frequenta in ogni momento della giornata e in ogni luogo, dentro e fuori scuola, articolando un codice terminologico spesso indecifrabile dagli adulti”, racconta Elisabetta Giustini.
Martedì 24 maggio a partire dalle 11 nella sede centrale del Ministero dell’Istruzione sarà presentata una giornata di confronto organizzata dal progetto “S.O.N. Support”, realizzato dall’Istituto Carlo Urbani in collaborazione proprio con il Ministero dell’Istruzione.
La droga, infatti, non si vende più solo in modo tradizionale, ma viene sfruttata la tecnologia per ampliare i canali di vendita e usare percorsi oscuri alla massa, sconosciuti per lo più proprio agli adulti, ma non ai giovani. La quotidianità e la facilità con cui questi ultimi utilizzano le tecnologie implica un’esposizione costante ai pericoli presenti sul web, che vede nei minori i soggetti maggiormente vulnerabili. L’e-commerce della droga è a portata di mouse nel mondo sommerso del Deep Web – le pagine web non indicizzate dai motori di ricerca – e soprattutto del Dark Web – le reti dei siti offerte volontariamente in modo anonimo – sottoinsieme del Deep Web dove si annidano i mercati illeciti ma che offre uno spazio anche per portali e scambi di informazioni online a dissidenti che vivono in regimi oppressivi. “Fa impressione invece l’ignoranza di noi adulti nel governo delle tecnologie, al contrario la funzione tutoriale nell’uso della rete può favorire la vivificazione dell’attività intellettuale; se si mira a superare la dialettica della pura opposizione, si può rivestire il “mondo” di senso, attribuirgli valore, umanizzarlo, deontologizzarlo”, conclude la preside.

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