Antonella Ferrari porta sul palcoscenico l’adattamento teatrale della sua prima opera letteraria Più forte del destino

Dopo il grande successo del libro pubblicato nel 2012 da Mondadori, giunto alla sua quinta edizione e per il quale ha ricevuto il Premio Albori nella sezione Teatro, Antonella Ferrari porta sul palcoscenico l’omonimo adattamento teatrale della sua prima opera letteraria Più forte del  destino – Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla. Sul palcoscenico Antonella racconterà, non senza emozionare, la sua storia, la sua lotta, la sua vita vissuta pienamente. Non lo farà con i toni drammatici ma, al contrario, raccontandosi in modo ironico e divertente per un totale di circa settanta minuti. Lo spettacolo vuole portare sul palcoscenico la disabilità, tema poco trattato dai registi teatrali, senza renderla però la protagonista assoluta. Sarà una comprimaria e verrà raccontata con la leggerezza degna di una commedia agrodolce! La sclerosi multipla è una malattia  invalidante che colpisce il sistema nervoso centrale e che affligge, soprattutto, i giovani con un’incidenza sulle donne del doppio rispetto agli uomini. Quale modo migliore del teatro per sensibilizzare su un tema cosi delicato?
Lo spettacolo si rivolge non solo a chi la malattia la conosce bene, perché ne soffre o perché conosce qualcuno che la vive, ma anche a chi non conosce questa patologia e non conosce il mondo della disabilità in genere! Il monologo di Antonella toccherà sì la malattia ma anche il modo in cui questa si riflette sul quotidiano di ognuno di noi: dal lavoro agli affetti, fino ad arrivare alla discriminazione che spesso ne consegue. Lo spettacolo vuole dare un insegnamento forte, quello per cui la malattia, come tutte le difficoltà che il destino ci pone davanti, va affrontata per quello che è, come una sfida con noi stessi che possiamo vincere. La difficoltà può e deve diventare un occasione di ricerca, per noi e per gli altri, di nuove occasioni e di nuove strade, poiché come la vicenda di Antonella
insegna, non cambia l’obiettivo che ci si era preposti, cambia solo la traiettoria per raggiungerlo.
Quella di Antonella vuole essere una voce che, attraverso lo spettacolo dal vivo e l’ironia, possa giungere a un più ampio numero di persone, tra cui quelle malate che spesso vivono in solitudine e in isolamento, perché arrivi a loro il messaggio che non sono soli e che la loro condizione è soprattutto condivisibile.
Antonella, negli anni, è diventata un punto di riferimento importante per le persone in difficoltà ed è per questo che lo spettacolo sarà un grido corale per un unico obiettivo: vivere e non sopravvivere!
È questo che Antonella vuole raccontare nel suo spettacolo: la normalità della sua vita nonostante un handicap.
Lei non si sente diversamente abile… lei si sente… semplicemente abile.

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